Torrone beneventano

Si dice che i romani già parlassero di torrone del Sannio ai tempi di Tito Livio. Infatti, durante le guerre sannitiche (IV secolo a.C.) la neonata Repubblica romana si scontrò con una delle popolazioni più agguerrite del sud Italia – i sanniti – e ne assimilò alcuni costumi ed usanze. 

Nonostante Roma subì una serie di gravi sconfitte contro i sanniti – famoso è l’episodio delle Forche Caudine – uscì vincitrice e conquistò il Sannio ed il suo popolo. L’esordio del torrone come cibo che conforta lo stomaco apparentemente è legato proprio alle forche caudine. Infatti, la leggenda narra che i romani si sentissero così umiliati da rischiare di morire di inedia. I sanniti, per consentire ai loro avversari di non morire e di conservare il ricordo, offrirono loro il precursore dell’odierno torrone, che i romani chiamarono cupedia

Quella preparazione con ingredienti semplici ma saporiti – frutta secca, miele, uova – iniziò a diffondersi a Roma ed è simile ad altre preparazioni dolci sviluppate nel Mediterraneo. Il nome romano del proto-torrone da anche il nome, diffuso in campania, ai venditori odierni del dolce sannita: i cupetari. 

Un torrone di fama mondiale

A Benevento, la produzione di torrone è molto diffusa, ma si sviluppò in particolare nel XVII secolo ed a ridosso delle feste natalizie. Questa tradizione ricorre ancora oggi, infatti avere parenti sanniti in Italia significa ricevere in regalo confezioni festive tipiche con diverse varietà. 

Infatti, non c’è solo un tipo di torrone nel Sannio, ma ci sono diverse varianti che utilizzano sempre gli stessi ingredienti di base. Possiamo avere le seguenti varietà di torrone

  • bianco con mandorle;
  • cupedia con nocciole;
  • bianco morbido con mandorle;
  • torroncino o croccantino ricoperto di cioccolato. 

In questo dolciume beneventano  si possono trovare quattro ingredienti di base: bianco d’uovo, mandorle, nocciole e miele. A questi può essere aggiunto il cioccolato nella versione torroncino o croccantino, oppure altri gusti particolari come, ad esempio le aromatizzazioni alla frutta, al caffè o al pistacchio/gianduja. 

Nel corso degli anni si sono sviluppate anche altre varietà di torrone che hanno avuto un discreto successo commerciale. Si tratta del pantorrone, tipico dell’avellinese, e quello con cacao nell’impasto, che conferisce un sapore più moderno, ma sempre legato alla tradizione.

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