Il vino del Sannio. Tra storia e sapori unici.

Il vino delle campagne di Benevento è uno dei più conosciuti in Italia e all’estero. Non c’è vineria, negozio o bottiglieria che non abbia almeno una selezione di Falanghina e Aglianico da offrire ai propri clienti.

Ma cosa rende il vino sannita così popolare? Nel corso degli anni, la produzione vitivinicola sannita ha puntato principalmente sulla quantità e sulla convenienza. Vitigni specifici hanno fatto da apripista in un mercato altamente competitivo e diversificato, con una clientela sempre più esigente ed informata. Di conseguenza, il vino beneventano si è saputo costruire un mercato ampio nel quale ora sta sviluppando prodotti di qualità.

È il caso della serie di prodotti di qualità che le cantine sannite sono state in grado di sviluppare. Ad esempio, si possono ricordare le bollicine della Cantina del Taburno, i vini passiti, ma anche i rosati e le birre artigianali.

Vino sannita
Falanghina e Aglianico del Taburno

La filosofia del Vino nel Sannio

In Sannio Gourmet ci proponiamo non solo di offrire prodotti tipici e tradizionali, ma anche e soprattutto la cultura del mangiare e bere di qualità. Il vino è uno degli elementi della gastronomia sannita. Costituisce il punto cardine di una situazione di convivio e di condivisione con i propri cari. È proprio questo modo di vivere, attento al gusto e asato sulla condivisione di momenti speciali, che Sannio Gourmet promuove.

L’inizio della produzione su larga scala di vino a Benevento si deve al vescovo Landulfo, che obbligò i conventi del Sannio a piantare almeno una vigna. Da quel momento – attorno all’anno 1100 – inizia a diffondersi la cultura del vino nel territorio circostante. Soprattutto a Solopaca, Cerreto Sannita, Frasso Telesino, Sant’Agata dei goti e Guardia Sanframondi.

Intorno al periodo postunitario, i vini beneventani erano inseriti tra i migliori del neonato Regno. Inoltre, fino al 1924, gli ettari coltivati a vite da vino raggiunsero quota trentamila, contribuendo a fare del Sannio la provincia più vitata d’Italia, capace di produrre più del 50% del totale regionale.

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